Un contadino
intento alla manifattura delle “ciocie”, tradizionale calzatura
popolare di antichissima origine. È ancora in uso tra i contadini
e i pastori dell’Italia centro-meridionale.
Quella del Presepe
è la leggenda più bella e nello stesso tempo la rappresentazione
più affascinante della tradizione cristiana.
Una tradizione che in alcuni luoghi diventa rito, spettacolo e suggestione
popolare.
È il caso del Presepe Vivente di Maranola, l’antico
paese aggrappato alle pendici dei Monti Aurunci - oggi frazione di Formia
- che si affaccia e domina il mare del Golfo di Gaeta.
Più che il Presepe Vivente, quello allestito tra i vicoli,
le gradinate, gli archi e le mura di questo angolo di case addossate
l’una all’altra, è un Paese-Presepe, che
palpita col suo cuore antico, intorno ad una mangiatoia, un bue ed un
asinello che riscaldano con la loro autenticità una Madonna ed
un San Giuseppe in spirito ed in corpo vero, chinati su un Bambinello
reale, come reale è la cornice che abbraccia la scena millenaria
della Natività che tutta Maranola rappresenta, con la sua gente,
le sue arti, i suoi mestieri e, perchè no, con la sua cultura.
Una cultura anch’essa antica come il Presepe, con le tradizioni
dei pastori, dei boscaioli, dei montani e dei mulini, delle donne intente
al lavoro della strame e della casa.