IL PRESEPE VIVENTE DI MARANOLA 3
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Uno scorcio dell’antico borgo di Maranola.

La parte più alta del paese risulta compatta e contenuta in una sagoma quadrangolare: deve corrispondere al castello citato nel 1029, al quale, più probabilmente, risale l’alta torre maggiore. Invece è trecentesco il versante inferiore a sud-ovest, dove si distacca una cortina difensiva con torri quadrate con piani su volte aperte sul lato interno, ciò per evitare che gli assalitori, presa una torre, potessero oppugnare verso l’interno. Un riscontro all’ingente opera si trova nel nome del luogo poichè vi corre la via Morricone, evidente corruzione di muraglione del quale altrove si conoscono le varianti “moriglione” e “murlone”. In questa cinta è l’ingresso del castello, già protetto da un “rivellino”, una torre da esso distaccata che indirizzava il passaggio lateralmente: demolita alla fine del 1800, al suo posto venne creata una doppia rampa circolare detta “Il Seggio”, ma questo è l’antico nome dell’amministrazione comunale, ossia della “Università”, insediata nel palazzo prospiciente. Maranola fu comune autonomo fino al 1928, quando fu incorporato a Formia.

(Da Formia Maranola Trivio Castellonorato- eredità
di affetti e di memoria
di G. De Filippis e S. Ciccone)