Il
borgo di
Maranola visto dalla parte a valle del paese. Si notano i campanili delle
tre chiese principali e l’antica torre Caetani che svetta nella
parte più alta. Sullo sfondo il verde dei monti Aurunci.
Dunque
con Maranola non si designava il luogo dove ora sorge l’abitato,
ma la più ampia zona sottostante che però facente capo,
per scopi difensivi, al picco roccioso su cui sorse il castello, ne conferì
a questi il nome.
Quanto alla curtis
di “marana”, essa rappresenta la grande unità
economica praticamente autosufficiente, derivata dal concetto di latifondo
romano, che nell’ordinamento
di Carlo Magno intorno l’anno
800 si poneva a base del feudo come concessione temporanea; poi divenuta
ereditaria e con supremazia dei benefici, dall’XI
secolo produsse la proliferazione di castelli dove il signore esercitava
un potere pressochè assoluto.
Si giunge quindi al fine del Trecento, quando Maranola è parte
della signoria di Onorato I Caetani conte di Fondi, personaggio ambizioso
deciso a farsi spazio con mire espansionistiche tra i principali regnanti
d’Italia.
Egli munisce con nuove opere difensive i centri della contea, tra cui
questo Paese, e fondando anche il prossimo castello che porta di lui il
nome, Castellonorato. Non vi sono documenti che lo attestano, ma il tipo
di opere eseguite a Maranola risalgono al suo tempo.
(Da
Formia Maranola Trivio Castellonorato- eredità
di affetti e di memoria di G. De Filippis e S. Ciccone)
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