IL PRESEPE VIVENTE DI MARANOLA 2
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Il borgo di Maranola visto dalla parte a valle del paese. Si notano i campanili delle tre chiese principali e l’antica torre Caetani che svetta nella parte più alta. Sullo sfondo il verde dei monti Aurunci.

Dunque con Maranola non si designava il luogo dove ora sorge l’abitato, ma la più ampia zona sottostante che però facente capo, per scopi difensivi, al picco roccioso su cui sorse il castello, ne conferì a questi il nome.
Quanto alla curtis di “marana”, essa rappresenta la grande unità economica praticamente autosufficiente, derivata dal concetto di latifondo romano, che nellordinamento di Carlo Magno intorno lanno 800 si poneva a base del feudo come concessione temporanea; poi divenuta ereditaria e con supremazia dei benefici, dallXI secolo produsse la proliferazione di castelli dove il signore esercitava un potere pressochè assoluto.
Si giunge quindi al fine del Trecento, quando Maranola è parte della signoria di Onorato I Caetani conte di Fondi, personaggio ambizioso deciso a farsi spazio con mire espansionistiche tra i principali regnanti d
Italia. Egli munisce con nuove opere difensive i centri della contea, tra cui questo Paese, e fondando anche il prossimo castello che porta di lui il nome, Castellonorato. Non vi sono documenti che lo attestano, ma il tipo di opere eseguite a Maranola risalgono al suo tempo.

(Da Formia Maranola Trivio Castellonorato- eredità
di affetti e di memoria
di G. De Filippis e S. Ciccone)